OSTIA : TENTATA IRRUZIONE AL CIRCOLO IDROVOLANTE
Nella notte tra venerdì e sabato scorso (1 Ottobre 20112), alcuni sconosciuti hanno tentato di fare irruzione nella sede del Circolo Idrovolante ad Ostia bloccando poi le serrande per evitarne l’apertura e la conseguente attività.
Al di là della gravità del fatto in sé, del cercare di impedire a delle persone di poter svolgere la propria attività liberamente, di potersi riunire apertamente, di incontrarsi e socializzare, quello che vorremmo rimarcare sono 2 punti principali:
1) Chi semina vento raccoglie tempesta.
I sedicenti Democratici di Ostia, che hanno bombardato il web e l’ambiente con i loro proclami contro l’apertura del circolo Idrovolante e con la manifestazione di protesta alla quale hanno aderito poche persone, sono sicuramente i mandanti ideologici di questa azione, avendone dato giustificazione intellettuale e morale a qualche simpaticone.
Se si propaganda la propria democrazia e la propria sete di giustizia e libertà a partire dal negare tali diritti ad altri, solo perché diverso, non è difficile poi trovare qualche appassionato dell’azione che vorrà mettere in pratica tale idea.
Magari una dichiarazione ufficiale dei rappresentanti dei movimenti non violenti e democratici di condanna di tale atto, sarebbe un esempio di verità e di coerenza.
2) Segnali inquietanti di vecchie pratiche di sistema.
Un nuovo governo antifascista ed un po’ autoritario che deve mettere in atto una serie di provvedimenti dolorosi, pesanti, che andranno ad impoverire significativamente tutto il paese, ma in principal luogo le classi sociali meno abbienti e più indifese; che sta per approvare una serie di tasse sul risparmio, sul consumo, sulla proprietà; che si deve apprestare a vendere parte del patrimonio pubblico accumulato in generazioni, per sanare il quasi fallimento dello Stato Italiano, forse ha bisogno di qualche cosa per distrarre l’attenzione dei cittadini.
Per evitare il formarsi di una presa di conoscenza dei fatti reali, della drammaticità della situazione ed il conseguente nascere di una seria opposizione popolare a questo scenario, al fallimento dell’Italia e della Europa dei mercanti.
Oggi come allora, qualche stratega si sta interrogando sulla possibilità di fomentare lo scontro tra le diverse anime della protesta sociale? Una riedizione ammodernata delle vecchie strategie con le quali utilizzare la spesso giusta azione popolare degli antagonisti “di sinistra “ contro il “nuovo fascismo che avanza “?
Lo abbiamo visto nelle parole e negli squallidi fatti del Sindaco De Magistris sabato scorso per il corteo nazionale di Casa Pound Italia a Napoli (ma la promessa della soluzione magica del problema rifiuti fatta dal stesso sindaco ai napoletani in campagna elettorale che fine ha fatto ? La monnezza regna sovrana come ai tempi di Berlusconi & Iervolino).
Noi leggiamo questi segnali preoccupanti nella realtà attuale ed oltre a vigilare perché ciò non avvenga, chiediamo a tutte le forze sinceramente interessate di non farsi strumentalizzare in questo vecchio gioco al massacro.
Non siamo interessati né disponibili a farci trascinare in questo gioco di potere, né a fare i cani da guardia di sistemi e regole che non ci appartengono e vediamo che anche a sinistra tra i cosiddetti antifascisti qualcuno inizia a sentire sulla propria pelle il freddo della manipolazione e della inutilità di tale conflitto.